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lunedì, 01 settembre 2008

L'ultima risposta

eclissi-di-luna-Non ho più scritto perché l’ultimo post era uno stato d’animo, attualissimo ancora oggi. Poi non avevo voglia di scrivere, ma solo di leggere. Ho letto Kafka sulla spiaggia, di Murakami. L’ho finito ieri. Dai libri di Murakami si esce come un cencio dalla lavatrice: sbattuto, grondante, ma pulito e profumato.E mi è tornata voglia di scrivere. I concetti magari non ci sono ancora, ma una cosa per volta. Ho solo bisogno di asciugarmi al sole.



Via da questi luoghi, via da vecchie paure

Via da questi sguardi e dalla noia volgare

Via dal pregiudizio, gonfio di violenza

Dalle polveri sottili dell'indifferenza.


Solo che le vacanze sono già andate, lasciando intatta la voglia di vacanza. E’ stata solo di giorni di libero pensiero, che hanno gonfiato i dubbi e aumentato l’insofferenza verso i tempi che vivo.


Come il fiore troppo raro

Di un'intelligenza condannata a sfuggire.


“Volgare” è l’aggettivo che è rimbalzato di più dentro la mia testa. Volgare il mio prossimo, volgari le loro abitudini, volgari i loro pensieri, volgari le loro parole. Il divario tra me e loro aumenta, e la novità è che la cosa mi da sollievo. Via. Vi lascio tutto. Non voglio diventare come voi.


Via da chi rinuncia e non ti lascia tentare

Via da chi ti infanga e non rinuncia a mentire

In tutti quei ricatti stesi ad aspettare

Nel dispositivo umano definito amore.


Piango. Piango per voi. Per il vostro vuoto dimenarvi su suoni che sono sempre gli stessi. Per il vostro conformismo becero, per la vostra disperata ricerca di imporre una vitalità della quale non avete diritto. Per la vostra felicità posticcia. Piango per noi, che saremo sempre felicemente infelici.


La sconfitta è un'eleganza

Per l'ipocrisia di chi si arrende in partenza.




Ps: e per concludere in bellezza, un po’ di Murakami!

A volte il destino è come una piccola tempesta di sabbia che continua a cambiare direzione. Tu cambi direzione, ma la tempesta ti insegue. Svolti, ma la tempesta si adegua. Continui a fare questo gioco, come un sinistro ballo con la morte subito prima dell'alba. Perchè la tempesta non è qualcosa arrivato da lontano, senza aver nulla a che fare con te. La tempesta sei tu. Qualcosa dentro di te. Tutto ciò che puoi fare è lasciarti andare, entrare dentro la tempesta, chiudere gli occhi e tapparti le orecchie affinchè la sabbia non entri e attraversarla, passo dopo passo.


postato da: Cally alle ore 17:42 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    01 Settembre 2008 - 23:14
 
Bello questo post, quanta verità c'è in queste parole. Honissima :)
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#2    02 Settembre 2008 - 14:23
 
è vero se si pensa a questi tempi l'aggettivo più consono è volgare, c'è un pò di volgarità in tutto, in qualsiasi cosa.
Prendi un pò di sole, magari ti aiuterà a cambiare questo stato d'animo, magari aver rubato calore a quelche raggio tornerai a scrivere, con un animo lavato, profumato ma stavolta con qualche grinza in meno...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MissDolcenera

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