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lunedì, 19 maggio 2008

Safari

Cielo coperto. Tarda mattinata. Portaportese. Con l'album di Jovanotti nelle orecchie sfido l'ira dei bancarellari che stanno rimettendo l'invenduto nei furgoni. Ho poche cose da cercare, ma precise. In un paio di occasioni faccio tirare fuori scatole nascoste sotto il cumulo per poi salutare con un "grazie lo stesso". Scusate, ho dormito male.

La notte ha mille porte
e nella testa c'è una città intera
che soffia e che respira
che soffre e che ti attira
sempre più dentro
sempre più al centro
sempre più in mezzo fino a che non lo distingui più il confine
tra la tua pelle e il cielo
tra quello che è a pezzi è quello che è intero

Poco dopo trovo tutto quello che mi occorre, e mi perdo nella svariata umanità del mercato. C'è uno vestito da Superman, e lo stupore deriva dal fatto che proprio non mi stupisco di una simile immagine tra la gente. Le cuffie mi fanno da barriera agli occhi di chi pensa di poter dire tutto, tanto non sento anche se guardo. Ma il volume basso fa filtrare brandelli di conversazioni nella selva dei miei pensieri.

la notte ha mille occhi
credi di guardare e sei guardato
sono tempi "rock'n roll"
che si resta senza fiato
cadono i record alle olimpiadi
tutto si supera in un secondo
e in ogni mondo c'è dentro un mondo
che ha dentro un mondo che ha dentro un mondo

Un tipo visibilmente alticcio sbraita con finto fare amichevole contro una coppia di cinesi intenti a vendere utilissimi oggettini elettronici: da "ma come fate a fare tutti quei figli", fino a "a me me parete tutti uguali", decido di allontanarmi prima che il festival del luogo cino-comune arrivi al "non morite mai?".


ci sono armi nei supermercati
e mettono i "beep" nei vaffanculo
ci dicono continuamente che nessuno è al sicuro
ma questo lo sapevo già
e non è mai stata una buona scusa
per barricarmi dentro casa
la tele accessa e la porta chiusa

In un angolo, poco più in là, il genere di scene che piacciono a me: due stranieri, in questo caso una cinese e una rumena, che si scambiano indicazioni stradali in italiano. Adoro ascoltare i discorsi di due individui di etnia diversa nella nostra lingua. A volte penso che nel giro di qualche anno parleremo tutti così. E questo non mi fa paura. In questi cupi tempi di caccia al diverso, io sono più che mai attratto da chi è diverso da me.

safari
dentro la mia testa
ci sono più bestie che nella foresta

postato da: Cally alle ore 15:05 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    21 Maggio 2008 - 12:00
 
Guardi intorno a te le persone come di solito faccio anche io......
utente anonimo

#2    10 Giugno 2008 - 12:44
 
Osservo tutto ciò che mi circonda con l'occhio attento e meticoloso di un'artista di strada, pronto ad imprimere tutto sulla carta. Le facce delle persone, la fisiognomica, le sensazioni espresse dai visi. Le persone che osservo invece cosa vedono? o pensano?...ciò che penso io?...e di me..cosa guardano?
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