Chi sono

Utente: Cally
Guardo, ascolto, annuso. E poi racconto.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Links

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Categorie

Partecipano

venerdì, 21 marzo 2008

L'aeroplano

Baustelle - Amen (Front Cover)Penso anche oggi, che non c'è stato tempo neanche per pensare. Alla voglia che avrei di fare un viaggio, adesso, subito. Non posso. Alle piccole questioni risolte in questi giorni frenetici. Al sorriso di tre ragazzine alle quali ho trovato i biglietti per il concerto della loro band preferita. Al fatto che mi chiedo se il cantante di questa band sia maschio o femmina, esattamente come diceva mio padre dei cantanti che piacevano a me.

A quanto ci ha fatto impressione vedere Tony Hadley imbolsito, e allo sguardo malinconico che ci siamo scambiati quando ci è passato davanti. Noi che siamo cresciuti con I'll fly for you. E ci abbiamo creduto. Ci crediamo ancora, si, penso anch'io.

A questa canzone che mi hai fatto notare tu nel gruppo di un album che stiamo divorando da settimane, ognuno nel suo ipod. Agli aerei che prenderemo e a quelli che perderemo ancora. Con le cuffie nelle orecchie e nuova musica ad alimentare sogni nuovi e meno colorati, forse, ma più grandi.

Che cosa resta di noi che scopiamo nel parcheggio.
Cosa resta di noi: un rottame di Volkswagen.
Il ricordo, si sa, trasfigura la realtà.
La verità se ne sta sulle stelle più lontane.
Ci rimane una città.
Un lavoro sempre uguale.
Una canzone che fa sottofondo all’Indecifrabile.
Cosa rimane di noi.
Ragazzini e ragazzine.
La domenica dentro le chiese ad ascoltare la parola di Dio.
Il futuro era una nave tutta d’oro che noi pregavamo ci portasse via lontano.
Cosa rimane di noi.
Ora che ci siamo amati ed odiati e traditi.
E non c’è più limite.
Sfreccia in cielo un aeroplano.
Io ti amo e non ti penso mai.
Penso a quello che ci resta.
Vola l’aeroplano.
Va lontano.
Vola su Baghdad.
Noi voliamo invano.
Che cosa resta degli anni passati ad adorarti.
Cosa resta di me, delle bocche che ho baciato in discoteca.
Che cosa ne è della nostra relazione.
Stupidi noi che piangiamo disperati.
Che cosa resta dei sogni che avevamo nella testa.
La nostra esperienza a che cosa servirà.
Sfreccia in cielo un aeroplano.
Io ti amo e non ti penso mai.
Penso a quello che ci resta.
Vola l’aeroplano.
Va lontano.
Vola su Baghdad.
Noi voliamo invano.

postato da: Cally alle ore 19:27 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 19 marzo 2008

7 seconds

timeNon riesco a risalire precisamente al momento in cui è cominciata questa sensazione di essere fuori tempo. Sfasato, in ritardo di anni, in anticipo di decenni, costretto a lunghe attese o a furiose rincorse.

Più il tempo passa, più lo sfasamento si assottiglia. Ultimamente mi capita spesso di essere in ritardo o in anticipo di pochi secondi, e a volte sono decisivi. "Ci sono - mi sono detto - tra poco sarò completamente in armonia con il mio tempo."

Al settimo giro dell'isolato, alla ricerca disperata dell'agognato parcheggio, la macchina che poco prima si era infilata davanti a me entra saltellando nell'anfratto lasciato libero da pochi secondi. Stavo maledicendo quell'attimo che probabilmente mi avrebbe costretto ad altri giri, quando proprio davanti al cancello di casa una lucetta bianca tra due rosse mi ha fatto capire che quello era il posto per me, e che c'ero arrivato con qualche secondo di anticipo.

Chi se ne frega dell'armonia. Vuoi mettere il piacere e l'incognita dell'asincronia?

It's not a second
7 seconds away
Just as long as I stay
I'll be waiting

postato da: Cally alle ore 19:34 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 05 marzo 2008

Vita tranquilla

Anche quest’anno, Sanremo. In vacanza, più che altro. Tanto per non perdere il vizio. Tanto per inciuciare un po’ e per gustarsi dal vivo il Dopofestival più divertente di sempre. Tanto per esserci e salutare un po’ di amici. Alcuni della vita passata, molti anche di quella futura.

Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso

Mi sono trovato, dopo la finale, ad essere trasportato dalla corrente di telecamere e microfoni nello studio della Rai, inseguendo parole che potevano servirmi per un pezzo da scrivere in fretta prima di imbarcarmi sul volo per casa. Devo essere apparso anche in qualche tg, ma non è questo il punto.

Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla


Il punto è che un po’ mi sentivo fuori posto, come il bambino che fa finta di guidare in macchina a fianco del padre. Ma poi mi sono voltato e ho visto Tricarico. Non solo era evidentemente fuori posto, ma aveva come l’aria di chiedere scusa per essere lì. Mi ha strappato un sorriso sincero e un cenno tranquillizzante, in risposta alla sua occhiata spaurita sul mio microfono. “Non voglio chiederti niente, tranquillo.” ho cercato di dire con lo sguardo.

Che cos’è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato

tranquilloIn macchina ripensavo al suo “Stronzi” sibilato prima di cantare, e alla sua giustificazione in conferenza stampa - “Era solo un’emozione” – che in quel contesto risultava ancora più eversiva. E ho riflettuto sul suo messaggio. Anch’io voglio, adesso, una vita tranquilla. Perché oggi è la più grande tra le trasgressioni. E neanche questo grande agitarsi che vedo intorno, riuscirà a farmi cambiare idea.

Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei

postato da: Cally alle ore 16:12 | link | commenti (3)
categorie: