Invisibile come la musica che gira intorno
Le cose sono sempre diverse nei nostri ricordi. Ce lo dimostrano le fotografie, ce lo dimostrano i luoghi che ci ricordiamo sempre più grandi di quello che sono. Quanto ci avvicina all’idea che abbiamo di una persona la sua fotografia? Quante ombre negli occhi troviamo quando ricolleghiamo un volto ad una storia? Ombre che allora non c’erano. C’è un prima e un dopo anche nelle persone. Dentro la stessa foto.
È nei ritagli ormai del tempo
che penso a quando tu eri qui
era difficile ricordo bene
ma era fantastico provarci insieme.
Ed ora che non mi consolo
guardando una fotografia
mi rendo conto che il tempo vola
e che la vita poi è una sola...
Cambia anche quello che rimane fermo, quando tutto cambia intorno. In un vecchio armadio intatto da un decennio, un paio di jeans sui quali è rimasto poco jeans portano attaccato il tempo della loro gloriosa vita di strada. Tutti i volti, toccati, visti in carne e ossa o su carta o pixel, tutte le lacrime e i sorrisi, tutte le parole scritte o ascoltate. Li ho presi e annusati, rivoltati tra le mani e poi indossati. Non ho resistito. Ci stavo ancora dentro, erano soltanto corti. Sono cresciuto.
E mi ricordo chi voleva
al potere la fantasia...
erano giorni di grandi sogni....sai
erano vere anche le utopie
Ma non ricordo se chi c'era
aveva queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!
Sull’esterno della gamba, all’altezza del ginocchio, quasi sulla cucitura, una macchia di grasso racconta la sua storia. La storia di una sera, di una presa di coscienza, di un giro di calendario. In tre, tra risate e sbuffi d’impazienza, per cambiare la ruota della macchina. “Il privato è politico”, penso adesso ritrovandomi ancora nelle orecchie la battuta che esplose fragorosa all’ennesima difficoltà: “Vogliamo cambiare il mondo, non siamo capaci di cambiare una ruota!” . Infatti non ci siamo riusciti. Dentro ai miei pantaloni con la piega, penso che mi accontenterei di cambiare il mio, di mondo. Ma forse non basterebbe.
Però ricordo chi voleva
un mondo meglio di così!
sì proprio tu che ti fai delle storie...(ma dai)...
cosa vuoi TU più di così
E cosa conta "chi perdeva"
le regole sono così
è la vita! ed è ora che CRESCI!
devi prenderla così......
Ognuno di noi, credo, nasce con un sogno. Almeno lo spero. C’è chi lo insegue, chi si arrende e decide di svegliarsi, ma comunque il sogno esiste. C’è anche chi lo raggiunge. Mi pare. Si si, c’è. In ogni caso ad un certo punto cominciamo a pensare a come vorremmo la nostra vita e poco dopo cominciamo a muoverci per darle forma.
Tu sei beato gia in partenza
hai qualcosa in più, la sofferenza
l'ha detto lui sulla montagna
sei povero, ti aspetta la cuccagna
tu tenta pure di salire mai
che ti vada è sempre da pietire
non ho mangiato mai la crema
e se fallisco è colpa del sistema
e ti vien buona anche la fame
per pianger sul destino infame
mentre secondo te chi ha tutto
che cosa porta a fare il lutto
Lui non passerà per la cruna di un'ago
Lui non passerà per un ago
Il problema è che ad un certo punto qualcuno ti dice che se lo vuoi davvero, lo puoi fare. Tra mille difficoltà, perché hai scelto di fare una cosa molto difficile. Ma ti senti di poter fare quello, e quello solo. E allora energie, occhi sui libri, sudore e lacrime. Si, anche lacrime, perché in questo mondo cominci presto a vederti passare avanti gente col cognome e poco altro. Ma tu hai solo tutto il resto, ti manca il cognome. E devi soffrire più degli altri. Ma non molli, e se lo fai lo fai solo per una notte. La mattina dopo sei più forte e incazzato di prima.
Hai tante cose oggi da cantare
le hai mai contate? Dimmi, sai contare?
Le voci fuori al ballatoio
tua madre stanca sopra il lavatoio
la tua miseria sulla scena
tira l'applauso grasso della pena
il mio dolore non fa chiasso
è un fiore al giorno che mi schiaccio addosso
e finchè sono io il padrone
a te perdere va benone
finchè ti tiran via la lana
hai sempre quella scusa buona
Intanto i cognomi vanno avanti e tu capisci che tutta quella strada non la recupererai mai. Ma non ti importa, perché ogni tanto qualcuno ti dice che sei bravo. Ogni tanto ti emozioni a vedere il tuo nome lì in fondo e in quel momento tutto quello che hai passato non ha più importanza. Tra quelle righe, tra quelle parole, tra quei suoni, ci sei tu. Ci sei tutto. C’è tutto quello che è venuto prima e un pezzettino di quello che verrà dopo. E niente ti può più fare del male.
Che pacchia avere due talenti
devi restituirne solo venti
tu prova ad averne cento
e Dio che ti sta al pelo con il conto
e adesso dimmi un po' chi è solo
sei tu che non hai niente
canti in coro oppure sono io
che ho tutto e guardo giù,
mi butto o non mi butto
dài prendi a calci la mia noia
che a te da fuori sembra gioia
dài pecora, ch'è il tuo momento
fa presto se non cambia il vento
Ci proveranno ancora. Ma tu in quel momento stai vivendo la vita che volevi. Stai vivendo di quello, e pazienza se il tuo nome non sarà sulla bocca di tutti. In fondo non è quello che volevi, quando da piccolo sbattevi le dita sulla macchina che poi avresti visto, uguale uguale, sulla scrivania di un vecchio toscano con un nome strano e un fascino che troverai irresistibile. Allora, anche se non lo sapevi, pensavi solo di arrivare a vivere di questo lavoro. E oggi ci sei riuscito. Vivi delle tue parole.
Lui passerà per la cruna di un ago
Alla faccia tua e dei mondo
E lui passera per la cruna di un ago
Alla faccia tua e dei mondo
E lui non passera per la cruna di un ago
E lui non passera ...
L’angolo delle buone notizie: pare che un amico senza cognome ma con tutto il resto abbia superato lo scritto dell’esame. Un cognome, invece, è stato stangato per la seconda volta!
Il pc di casa ha sei anni ma si difende ancora. In fin dei conti, per l’uso che ne faccio, per ora mi basta e mi avanza, nonostante qualche piccolo problemino. Uno di questi, che magari qualche lettore particolarmente preparato in materia mi potrà spiegare e magari anche risolvere, riguarda l’aggiornamento della data e dell’ora.
I was dreamin' when I wrote this, forgive me if it goes astray
But when I woke up this mornin', could've sworn it was Judgment Day
The sky was all purple, there were people runnin' everywhere
Tryin' 2 run from the destruction, U know I didn't even care
Ogni volta che spengo il pc, lui torna alle 23 del 31 dicembre 1999, dimenticandosi tutto. Lo ritrovo lì, ad un’ora dal capodanno del millennio, tutte le volte che lo accendo. Un’ora al duemila, tutti i giorni. In genere la cosa mi procura un leggero fastidio, che passa nei pochi secondi che impiego ad aggiornare data e ora. Ieri sera mi ha fatto pensare.
People, let me tell U somethin'
If U didn't come 2 party, don't bother knockin' on my door
I got a lion in my pocket and, baby, he's ready 2 roar (Yeah)
Everybody's got a bomb, we could all die any day (Oh)
But before I let that happen, I'll dance my life away
É una di quelle sere che non si dimenticano, comunque siano andate. Una di quelle occasioni, certamente meno tragica di quelle che sarebbero venute dopo, in cui tutti si ricordano esattamente dov’erano e cosa stavano facendo. Ho ripescato un vecchio e bellissimo album di Prince e ho seguito il mio pc in questo viaggio indietro nel tempo.
2000 zero zero party over, oops, out of time! (No, no)
So 2night I'm gonna party like it's 1999! (We're gonna, we gonna)
Alright, 1999
U say it, 1999
1999 (1999)
Alle undici del trentuno dicembre millenovecentonovantanove giacevo semi incosciente nel mio letto, con una temperature corporea che superava sicuramente i 39 gradi e che era comunque destinata a salire nel corso di quella notte. Mi ricordo solo che in tv davano in diretta il concerto di Ligabue a Piazza del Popolo. “Che sfiga!” direte voi. Non esattamente, perché non tutti i mali vengono per nuocere e, paradossalmente, quella sera ho capito che lassù qualcuno mi ama. E ancor più paradossalmente, quel qualcuno sembrava approvare quello che stavo facendo e mi stava togliendo dai guai.
Don't stop, don't stop, say it one more time
2000 zero zero party over, oops, out of time! (Yeah, yeah)
So 2night I'm gonna party like it's 1999! (We gonna, we're gonna)
Perchè il trentuno dicembre del millenovecentonovantanove avevo due fidanzate. O meglio, ne avevo una ufficiale, che mi aspettava da qualche parte sulla costiera amalfitana, e una clandestina (ma convinta di essere quella ufficiale e assolutamente ignara dell’esistenza dell’altra) che mi aspettava proprio in Piazza del Popolo, a Roma. Ovviamente, in uno slancio degno di un film di Pippo Franco (o Lino Banfi), avevo promesso a ognuna di loro che avrei trascorso con lei quella serata densa di simbologie.
Work it down 2 the ground, I'm sayin'
(Oh baby, say it again)
(Oh, shake your body, baby!)
That's right, come on, sing the song
That's right, everybody say
Got a lion in my pocket mama, say!
Ah, and he's ready 2 roar!
Yeah!
Quella notte me la sono cavata con un paio di telefonate dense di lacrime, prima di svenire. Ma ho capito comunque che quella non era vita. Quella sera stessa ho deciso che avrei smesso con queste cose. Prima o poi….
Mommy, why does everybody have a bomb?
Il mio vicino di scrivania è ossessionato da due giorni dal "Golpe dei Poteri Forti", e per quanto possa farmi sorridere, un po' di ansia alla fine questo pensiero la sbriciola.
There's a king on a throne with his eyes torn out
There's a blind man looking for a shadow of doubt
There's a rich man sleeping on a golden bed
There's a skeleton choking on a crust of bread
Un ospite poco desiderato e mal sopportato rivela il suo grosso problema: c’è chi “è rimasto sotto” acidi, lui è rimasto sotto Matrix, e parla in continuazione di sistema, matrici e pillole colorate.
There's a red fox torn by a huntsman's pack
That's my soul up there
There's a black winged gull with a broken back
That's my soul up there
There's a little black spot on the sun today
It's the same old thing as yesterday
Sono cose che, scusate ma, non mi appassionano più. Ho ben altro a cui pensare. A ottobre ci sono i Police a Torino!
I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always thought you could end this reign
But it's my destiny to be the king of pain
King of pain
I'll always be king of pain...