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mercoledì, 16 maggio 2007

Nightshift

C'erano vibrazioni strane nell'aria, c'era qualcosa che una parte di me aveva avvertito. C'era però la necessità di dormire almeno un certo numero di ore, e quella non aiuta ma genera una sorta di ansia da prestazione, tanto per restare su temi sfiorati durante il giorno.

Ma c'era anche altro. Dell'altro indefinibile, impalpabile ma presente. Pensieri, guizzi di luce nel buio, tenui rumori di umanità ritardataria. E' l'ultima di una lunga serie quella che accendo appoggiando i gomiti sul davanzale, con l'idea di respirare la notte mista al fumo.

gattoAppena il tempo di poggiare lo sguardo su un cumulo di pelo nero più della notte, e già due punti rossi avevano sentito i miei occhi e risposto al fuoco.  Neanche questo sformato di gatto che ormai ho imparato a trovarmi intorno, senza sentire la necessità di dargli un nome, riesce a dormire stanotte.

Sente anche lui l'elettricità nell'aria, soffre anche lui l'impossibilità di quel salutare svenimento dell'anima.

Mi fa uno sguardo che mi sembra complice e che lascia sullo sfondo ombre di vite passate, quando io ero certamente un gatto e lui, forse il mio umano compagno di una notte insonne.


Gonna be a long night
It's gonna be all right
On the nightshift
Oh you found another home
I know you're not alone
On the nightshift

postato da: Cally alle ore 10:46 | link | commenti (1)
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sabato, 12 maggio 2007

Strani Giorni

Dopo un pomeriggio di discussioni accese sul lavoro (comune), sul futuro nostro e del nostro paese, e soprattutto su com'è negli altri paesi, io, coinquilina-collega e amica-collega siamo giunti alla comune, amara conclusione: viviamo tempi nei quali la dicotomia cultura/ignoranza si è completamente ribaltata.

Oggi devi vergognarti se leggi un libro a settimana, usi i congiuntivi al posto giusto, frequenti il teatro e odi la televisione. Devi sognare il suv e il televisore al plasma, parlare solo di calcio e di reality e idolatrare Costantino, Totti e Ilary Blasi. Altrimenti sei visto come un fenomeno da baraccone.

Mi lambivano suoni che coprirono rabbie
e vendette di uomini con clave.
Ma anche battaglie e massacri di uomini civili.
L'uomo neozoico dell'era quaternaria.
Strani giorni, viviamo strani giorni.
Nella voce di un cantante,
si rispecchia il sole,
ogni amata ogni amante.
Strani giorni, viviamo strani giorni.

postato da: Cally alle ore 00:34 | link | commenti (6)
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martedì, 08 maggio 2007

Discanto

E' arrivato il piano ferie. Uno strumento infernale, che di fatto regola la vita da qui alla fine di settembre. Ma almeno la regola. Così tra ferie e finesettimana da lavorare, l'estate è già pianificata.

Di acqua e di respiro
di passi sparsi
di bocconi di vento
di lentezza
di incerto movimento
di precise parole si vive
di grande teatro
di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare
di come dire
di come fare a capire
di alti
di bassi
battiti del cuore
fasi della luna
e ritmi della terra
di intelligenza
di intermittenza
si vive di danze
di ballo sociale
di una promessa
di un faccia differente
di mediocri incontri
di bellezze
di profumi ardenti
di accidenti
rotolando si gira, si balla

Da ottimo giocatore di poker ho venduto a carissimo prezzo quello che in realtà è per me un piacere irrinunciabile: lavorare ad agosto. Partire per le vacanze quando gli altri sono al lavoro, godersi Roma quando gli altri si ammassano nei luoghi di vacanza, iniziare un viaggio facendo linguacce alle auto incolonnate per il rientro. Tutto questo non ha prezzo!

si vive, si fa festa
quella, questa
si picchia forte col piede
nella danza
e si sbaglia il passo
si vive di fortune raccontate
e di viaggiare
e si cammina stanchi
è di lavoro
è opposizione
è corruzione
si vive di lenta costruzione
e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo
di fianchi smorti
di fuochi desiderati

Per le vacanze c'è già qualcosa di più di un'idea: anno dispari vuol dire Andalusia, anche se troppa pubblicità - come lo stand dedicato presso la Galleria, che per me sabato è stato un colpo al cuore - mi fa pensare che le parole che ascolterò quest'anno imbastardiranno parecchio l'adorato spagnolo con il romanesco. Ma ho troppa voglia di tornarci.

si vive di pane
di speranza di bere
un vino buono per l'estate
rotolando si vive
di discorsi leggeri
cori
di maschere notturne
canto e discanto
e giù divieti
e oli sulla pelle
e sorrisi di fantasmi
e fantasmi fotografati
e giù campane annuncianti

La seconda parte delle ferie sarà dedicata al secondo capitolo della "Trilogia Salvatores". Un po' sparigliata, se volete, ma filologica: dopo Mediterraneo, quest'anno tocca a Marrakech Express. In macchina, fino al deserto.

si vive di sguardi fermi
di risposte folgoranti
di lettere partite
che aspettiamo in cima al mistero
di essere così soli.

E' un periodo pieno di voglia di andare. Un po' come nel Sabato del villaggio, è forse questo il momento più bello delle vacanze.


Di questo si vive
e di tant'altro ancora
che inseguiamo come i cani
respirando dal naso
per finire invece
ancora sorridenti, ancora abbaianti
di un dolore a caso.

 

postato da: Cally alle ore 18:15 | link | commenti (4)
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