Invisibile come la musica che gira intorno
Dopo la fuga di notizie circa il cast di Sanremo già realizzato da due giovani blogger e acquistato “chiavi in mano” da Pippone, le Iene hanno realizzato un’intervista doppia della quale, essendo uno dei due intervistati, posso fornirvi un’anticipazione.
Pippo - “Per me è la dodicesima volta sul palco dell'Ariston e mi metto alle spalle Mike Bongiorno che lo ha condotto undici volte.”
Callimaco - “Per me è la quindicesima volta sotto al palco dell’Ariston, o in sala stampa, a raccontare minchiate su una minchiata. Mi metto alle spalle Superbimba, che c’è stata solo sei volte!”
Pippo - “Quello che conta veramente e' la canzone italiana e bisogna tornare a far scrivere gli autori.”
Callimaco - “Quello che conta veramente è un bel posto in sala stampa, vicino a colleghi simpatici, e un sacco di motivi per cui sbellicarsi dalle risate”
Pippo - “Il festival si svilupperà su cinque puntate. Sono tante, e proprio per evitare stanchezza e distrazione nel pubblico cercheremo di renderle tutte diverse tra di loro.”
Callimaco - “Peccato, perché quest’anno speravo proprio di farmi un mesetto a Sanremo. Quanto alla diversità delle puntate, spero proprio che non sia vero. Così, come al solito, vista una viste tutte e la sera andiamo a Montecarlo!”
Pippo - La gara prevede al massimo 20 'campioni' e 12 'giovani', vedrà tutti i cantanti partire alla pari, senza gruppi e categorie.
Callimaco - “Pippo, se permetti questo l’avevamo deciso già noi, i tuoi autori ombra. Quanto al “partire alla pari”, ho seri dubbi: i Flaminio Maphia hanno già vinto (me lo ha detto Marco Giusti).
Pippo - E daremo la classifica finale solo il sabato sera. Basta con le lacrime dei cantanti e il Sanremo reality"
Callimaco - No, dai. Vedrai che un po’ di indiscrezioni le faremo uscire. E il Sanremo Reality non lo scarterei: Gianni Togni l’abbiamo inserito solo per farlo esibire come domatore…..
Di questi tempi vedersi recapitare una lettera del ministero della difesa non è un'esperienza che si può affrontare con serenità, almeno finchè non si riesce a decifrare quell'atrusa lingua che i simpatici burocrati utilizzano per rapportarsi con coloro che pagano i loro lauti e spesso ingiustificati stipendi. Cioè tutti noi.
Una volta decifrata la lingua dei simpatici parassitini, ho scoperto con somma meraviglia che, con proceduta risalente al 1999 (no, dico: 1999), il mio grado di ufficiale dell'aeronautica in congedo è salito da S.Ten a Ten. Per completare la pratica mi chiedono di inviare "celermente" un documento controfirmato. Dunque: considerando che per comunicarmi un avanzamento di grado loro c'hanno impiegato 7 anni, se la spedisco domani è troppo presto?
E soprattutto: vuoi vedere che nel frattempo sono diventato Capitano e ancora non lo so......
Wait until the war is over
And we're both a little older
The unknown soldier
Callimaco - Ciao mamma
Mamma di Callimaco - Dove sei?
C - In macchina, sono appena uscito dal lavoro...
MdC - Ora dove vai?
C - A casa a cambiarmi, poi vado al concerto di Ben Harper
MdC - Vai a vestirti da giovane?
C - Mamma, Ben Harper è un cantante da trentenni....
MdC - Appunto...
C - .........
Poi ci penso per tutto il concerto. Mentre Ben Harper gioca a fare Bob Marley, mentre fa scivolare le dita sulla slide e quel suono acuto tocca l'anima, mentre scatena la sua poderosa band in session travolgenti, mentre si siede sulla sdraio e delizia il pubblico solo con la sua chitarra. Ci penso anche quando mette da parte il microfono e la sua voce giunge lo stesso a tutti, arrampicandosi sulle scale di uno spiritual e scatenando una standing ovation di una decina di minuti.
Ma la risposta che non mi è venuta prima al telefono, arriva sull'ultimo brano, quando le luci sono accese e tutti ci troviamo a saltare e a gridarla, quella risposta: "mamma, sono qui perchè, come tutti loro, I believe in a better way !"
L'esigenza assolutamente improcrastinabile è quella di scrivere un post nuovo, che scalzi via la malinconia e faccia capire allo sfortunato avventore di queste pagine che il blog è vivo e lotta insieme a noi.
Allora ho pensato di scrivere qualcosa sulla Festa del Cinema, su quanto sia elettrizzata ed elettrizzante l'atmosfera in città e sulla speranza di imbucarsi alle feste, più che alle proiezioni. Tanto poi i film escono al cinema, e il piacere di organizzare proiezioni di massa - tipo quella che stiamo per fare appena uscirà Fascisti su Marte - non vale nessuna anteprima zeppa di esperti spocchiosi e sbuffanti. Ma poi ho pensato anche che quest'ultima cosa potrebbe involontariamente offendere SB, e allora ho deciso di cambiare argomento.
L'argomento alternativo poteva essere la prossima morte del mio pc, con relativa meditatissima decisione - presa senza chiedere il parere di un esperto - di sostituirlo con un fiammante Mac. Ma mi è sembrato un argomento che non avrebbe stimolato troppo il dibattito, se non tra esperti noiosi.
Infine ho pensato di fare un post sull'apparecchio per i denti messo in tarda età, ma poi il mio dentista mi ha distrutto tutte le illusioni, comunicandomi che non ne avevo bisogno.
Quindi ho lasciato perdere, arrendendomi alla confusione che regna fuori e dentro me, e rimandando il post a tempi migliori. Per esempio sto pensando ad un post su Franco, il mio benzinaio/gommista. Un post da decine e decine di commenti, vedrete!
Il cumulo di cd sulla cassa dello stereo. Dice tutto. La mia vita è stratificata come quel cumulo. Un po' come quando da piccoli si faceva quello strano gioco di sovrapporre le mani. La mano che stava sotto ad un certo punto diventava quella che stava in cima. Non ricordo bene che senso avesse quel gioco, mi è solo tornata in mente quest'immagine, guardando il cumulo di cd. Dovrei sistemarli da qualche parte, ma non so dove. Il cumulo cresce sempre di più, assecondando le nuove passioni momentanee, o attraversando periodi fecondi, tipo il compleanno. Le posizioni nel cumulo cambiano in continuazione. Ogni tanto vado a prendere il disco che sta sotto, segno di una passione sopita da qualche mese. Lo riporto in superficie e la passione si rinverdisce. Ma è tutto già noto, sembra nuovo per poco, poi capisco che c'era già e diventa un sottofondo come un altro. La musica è sempre la stessa, anche quella nuova diventa vecchia presto.
E' solo un momento, passerà. Lo lascio scorrere cullando le mie paure, perdendo lo sguardo tra le righe di un libro, pensando a cose da fare, cercando scuse per non fare le cose da fare. Dal cumulo riemerge Billie Holiday. Non c'è nient'altro. Forse non c'è mai stato nient'altro.