Invisibile come la musica che gira intorno
Tra pochi giorni comincerà il mio mese preferito. E non solo perchè comprende il mio compleanno, che quest'anno sarà abbastanza tondo da essere festeggiato. Se è per questo, cade in questo mese anche il compleanno del blog, ma non è questo il punto.
Da sempre, per me, settembre è il mese delle vacanze e anche quest'anno proseguirò la tradizione, dopo aver goduto della città vuota ad agosto.
Ma a parte tutto, adoro l'atmosfera dei tramonti di settembre, l'aria che si respira se si ha un sistema olfattivo capace di isolarla da tutte le altre componenti chimiche.
Settembre è sempre stato il mese dei bilanci e dei buoni propositi, molto più della fine dell'anno. E' il cambio di stagione, ed in radio è il momento nel quale parte il palinsesto nuovo e, dunque, il nuovo anno.
Dalle spiagge della Grecia penserò molto a quello che è stato l'ultimo anno, a quello che vorrò dal prossimo. Col solo cruccio che mi perderò la Notte Bianca.
Ahi settembre mi dirai quanti amori porterai
le vendemmie che faro', ahi settembre tornero'.
Sono pronto e tocca a me, l'aria fresca soffiera'
l'armatura non l'avro', ahi settembre partiro'.
La spiaggia è subito dietro le dune. Pochi metri di sabbia e arbusti che la composita popolazione della casa è sempre riluttante a percorrere. Sarà per l'atmosfera che pervade il luogo, una sorta di incantesimo che ti fa lasciare fuori dal cancelletto pensieri ed impegni e ti scarica completamente.
Nella veranda i frammenti di conversazione si intrecciano e i personaggi cambiano in continuazione. Un branco di felini cerca di imitare l' inerzia degli ospiti, senza riuscirci granchè. Improvvisamente i miei occhi restano impigliati nel sorriso più bello che possiate immaginare e in un attimo il più misterioso dei versi si svela e prende corpo
Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta.
Vuole fare "il medico dei gatti" Alice. Ma all'occorrenza curerà anche gli altri animali, tutti tranne i ragni. Non le piace perdere, e il premio più divertente alle partite a carte che riesco a vincere è la sua faccia che riesce a trattenere a stento la stizza.
Alice mi fa pensare che valga ancora la pena di credere nel futuro, di immaginarselo meglio del presente. Alice ha sette anni, ed è la figlia che sogno da sempre di avere.
e tutto questo Alice non lo sa.

E noi che siamo gente di Riviera
dove passano i cuori d'avventura
e noi non ci sappiamo perdonare
di non sapere ballare
sapendo troppo aspettare.

E noi non ci sappiamo vestire
e noi non ci sappiamo spogliare
e noi non ci sappiamo raccontare
quand'è il momento raccontare
nei bar davanti al mare.

in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra
quando il vento raffredda a suo tempo
il mare.
Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.
Avete presente la sensazione che si prova le prime volte che si dorme su un'isola? No, non dico un'isola grande, parlo di una di quelle isole che si possono attraversare in poco tempo a piedi, quelle che in qualunque direzione vai, prima o poi ti trovi davanti il mare.
No, non è un senso di oppressione, è qualcosa di più rassicurante, tranquillizzante. Sarà il suono del mare, il ricordo fresco di un'imbarcazione che in un modo o nell'altro ti ci ha portato, ma si ha la sensazione di galleggiare, di non essere completamente sulla terraferma.
Un senso di movimento placentare, cullante, idilliaco. E poi, volete mettere la sensazione di beato isolamento che può dare a chi è costretto per una ingenua scelta fatta da piccolo a vivere di comunicazione? Lontano da tutto.
Il mare a perdita d'occhio da ogni lato e pochi esseri che si sparpagliano per tutto il giorno e si ritrovano intorno al focolare della piazzetta quando calano le tenebre, solo per avere la fulminea ma necessaria rassicurazione di non essere rimasti soli in mezzo alle onde.
Regredisco per qualche giorno, senza tecnologia (ok, solo l'ipod), cercando di dimenticare il mondo al di là delle onde.
... E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!
"A me gli altri stan sui coglioni". Così cominciava un famoso pezzo di Paolo Rossi, e ogni volta che lo riascolto, oggi come allora, mi viene da sorridere. Anche a me gli altri stan sui coglioni. Non tutti, ma la maggior parte si.
Questa allergia la soffro soprattutto in questo periodo. Sarà il caldo, sarà che mi sono preparato a trascorrere un tranquillo agosto in città, quando la città è vuota, per poi andare in vacanza a settembre, quando i luoghi di vacanza sono vuoti e la città si riempie.
In questo periodo code, traffico, posti affollati e gente intorno mi danno un fastidio fisico. Odio quelli che per svoltare a destra ci mettono un quarto d'ora, quelli che per valutare se in quel posto c'entrano o no (con tutto il parcheggio che c'è in questo periodo!) prendono tutto il tempo che ci vuole, incuranti della coda che si sta formando.
Comincio a godere del sempre inferiore tempo che impiego a raggiungere la grande x: dai 20/25 minuti dell'inverno, oggi sono a 12 e conto di scendere a 8 la prossima settimana. Anche il parcheggiatore è in ferie, ed è un po' come lo sciopero dei casellanti in autostrada.
Insomma, l'irritazione di questi giorni è mitigata dall'idea di godermi la città nella settimana di ferragosto, con l'imbarazzo della scela per parcheggiare sotto casa. Credo che scenderò a spostare la macchina alle 3 di notte solo per il gusto di parcheggiare proprio davanti al cancello.
Buone vacanze a tutti, comunque!
Come siamo tanti al mondo
disorientati malguidati
frecce sfrecciate senza mira
che hanno fatto male.
Come siamo belli al mondo
pettinati stirati trasandati
ancora a caccia di un mistero
che chiamano fortuna.
Ma come siamo tanti
divisi da noi stessi
tra l'odio e il voler bene
l'inferno e il paradiso
Come siamo tanti al mondo
e balliamo e saltiamo sulle sedie
rincorriamo le ultime sottane
e promettiamo amore.
Ma come siamo tanti al mondo
vincitori, vinti, cuori accesi
c'è chi ha preso amore e chi l'ha dato
e chi l'ha sfiorato.