Invisibile come la musica che gira intorno
Brucio. Dal caldo e dall'inerzia, la seconda figlia del primo. Sudo se solo penso a qualcosa di leggermente più impegnativo rispetto ai programmi di Fx. Già pensare questo post e scriverlo mi fa grondare.
Mi risulta fisicamente faticoso anche leggere e scrivere, forse sarà l'età che avanza. Che si fa in un giorno di festa con 40 gradi all'ombra? La lavatrice, ecco cosa si fa. E si stendono i panni sul balcono in calzoncini, ostentando la ventrazza a beneficio degli sguardi tra l'avido e il timorato-di-dio delle vecchiette del quartiere (ho ancora il mio pubblico!).
Poi ci si prepara un pranzo veloce, con quello che c'è in frigo. Alla fine viene fuori un'arrabbiata con qualche ingrediente in meno, subito ribattezzata "adirata". Poi si pulisce la cucina, ecco cosa si fa.
E poi? E' più stravaccante un cinema con l'aria condizionata ed un film così così, o un posto fresco (a trovarne) e un libro nel quale perdere la cognizione della vita fisica (e quindi del caldo opprimente)? Il dilemma mi sfianca.
Meno male che domani torno al lavoro. Almeno c'è l'aria condizionata ed il dilemma è rovesciato : come faccio a non fare quallo che mi dicono di fare?
Domani avrò il mio primo ipod. Ho pensato molto negli ultimi anni all'opportunità di averne uno ed ho resistito fino a che ho potuto. Poi è capitata un'occasione ghiotta ed ho ceduto. Da quando so che sta per arrivare, mi interrogo sulle occasioni che avrò per ascoltarlo durante la mia giornata tipo. Dunque: la mattina mi sveglio con il gr e poi con Melog; da casa al lavoro c'è lo stereo della macchina; in redazione la musica si alza da ogni pc e spesso si sovrappone (e comunque lavorare con l'auricolare è una chiusura troppo netta alla comunicazione); in palestra ci sono gli schermi televisivi; al cinema non si può; ai concerti c'è già la musica (quasi sempre); a teatro credo sia vietato (e comunque non è carino nei confronti degli attori)......
Mi rimane solo la piscina. Chiederò agli ipoddiani di lungo corso se l'aggeggetto resiste all'acqua, ma ho qualche dubbio. Comincio a pensare di aver fatto un acquisto inutile.
Solo che la mia collezione di "scatole musicali", che inizia con la radio anni '40 del nonno, passa per il mangiadischi anni '60, indugia sugli hi-fi anni 70 e comprende walkman per tutti i supporti, dalla cassetta al minidisc, mancava di un pezzo.
Eppoi, come mi ha detto il mio spacciatore di ipod, "con questo puoi fare anche le interviste!"
Ah beh, allora.....
Last night a D.J. saved my life with a song
Nient'altro da aggiungere!
Spengo la TV
e la farfalla appesa cade giù
ah, succede anche a me
è uno dei miei limiti.
Io per un niente vado giù
se ci penso mi da i brividi.
Me lo dicevi anche tu
dicevi tu ...
Ti ho mandata via.
Sento l'odore della città
non faccio niente, resto chiuso qua.
Ecco un altro dei miei limiti.
Io non sapevo dirti che
solo a pensarti mi da i brividi
anche a uno stronzo come me
come me ...
Ma non pensarmi più,
ti ho detto di mirare
L'AMORE SPACCA IL CUORE.
Spara! Spara! Spara, Amore!
Tu non pensarci più,
che cosa vuoi aspettare?
L'AMORE SPACCA IL CUORE.
Spara! Spara! Spara, dritto qui ...
So chi sono io
anche se non ho letto Freud.
So come sono fatto io
ma non riesco a sciogliermi
ed è per questo che son qui
e tu lontana dei chilometri
che dormirai con chi sa chi
adesso lì ...
Ma non pensarmi più,
ti ho detto di mirare
L'AMORE SPACCA IL CUORE.
Spara! Spara! Spara, Amore!
Ma non pensarmi più,
che cosa vuoi aspettare?
L'AMORE SPACCA IL CUORE.
Spara! Spara! Spara, dritto qui...
"Bravo è bravo, ma bastava un'ora e 25 in meno per dimostrarlo!" Queste più o meno le ultime parole pronunciate dopo un'ora e mezza di monologo kafkiano di Luigi Lo Cascio nel buio del palco del Valle, proprio mentre l'ordigno veniva sganciato dall'oggetto volante presto identificato come piccione.
La bomba biologica biancastra andava a posarsi precisamente sulla spalla, come una pacca, tra l'ilarita dei miei compagni di noia scomoda, che si lasciavano andare al trito zuccherino che si distribuisce in casi analoghi: "porta fortuna!"
"Ne avrei bisogno" ho pensato mentre strofinavo energicamente la macchia e maledicevo a raffica tutti i pennuti passando per Povia.
Nell'immediato il risultato di tanta buonasorte è stato un fine settimana allungato dalle ferie tanto atteso e finito a stretto contatto con il water di casa, spinto da un'attrazione così forte da non permettermi di staccarmi per più di 15 minuti.
Riemerso a vita pubblica dopo la parentesi gastrointestinale, ho provveduto a far cancellare l'alone di fortuna rimasto sulla giacca affidandola a Mohamed,il mio lavandaio egiziano di fiducia. Riempiendo la ricevuta col mio nome che non ricorda mai, la mia cellula dormiente preferita mi ha dato l'ennesima dimostrazione di come tutto dipenda dai punti di vista: "Il piccione ha portato fortuna a me. Questo è il vestito che mi hai portato la settimana scorsa, no?".
Già. Era fresco di lavanderia. Porcopovia!