Invisibile come la musica che gira intorno
C'era bisogno del gracchiare delle voci della radio coinvolte nel crescendo dell'ultimo quarto d'ora del derby per spiegarmi il perchè di quell'assoluto deserto che avevo intorno tornando a casa. Poi, il delirio. Anche, soprattutto, questa è Roma. E il non essere coinvolto emotivamente nella stracittadina non mi toglie mai il divertimento, anzi.
Chiuso l'evento sulla neve, raccordato dalla festa giallorossa che ha colorato la notte, si apre quello sui fiori. Ieri ho vissuto l'emozione telefonica della mia nuova postazione in sala stampa all'Ariston, giovedì mi insedierò con tutti i miei chili in più, guadagnati in un inverno di lavoro che ruba ore alla palestra e pasti ad orari sempre diversi.
Tutto di corsa, con la netta sensazione di lasciare indietro cose importanti, tra un cambio di valigia ed un altro. Ma Sanremo è un ritorno a casa: 14° anno, il record è lontano ma chi lo detiene non può più batterlo.
Dirado la confusione e rifletto, dopo la tradizionale telefonata della vigilia del festival con mr Beens: sabato sera verrà celebrato il ritorno trionfale della Laura dove tutto è cominciato. E quel giorno, io c'ero!